Quello che sta perdendo l’Italia sa d’imponderabile. (Romeo Kodra)

Da Bergamo ultimamente a me, come ad altri, penso, arrivano solo notizie tristi. Una di queste, di qualche giorno fa, è la morte di un dottore, il mio medico di base o di famiglia dir si voglia degli ultimi 15 anni, Vincenzo Leone.

Non credo di essere la persona più addatta per descrivere quest’uomo. Non lo conoscevo benissimo. La nostra confidenza si limitava a ben poco. Era siciliano e di solito, essendo io dei Balcani, gli facevo sempre la battuta di un altro mio amico siciliano, e cioè sul nostro “essere tutti e due mediterronei”. Ci si rideva, sempre.

Con mio padre da subito aveva instaurato un rapporto un po’ più speciale. Si vede anche con lui funzionava l’attrazzione tra “mediterronei”.

Quest’uomo come medico di base, figura che qualcuno vuole abolire (link), ha salvato pochi anni fa mio padre da un infarto, quando al Pronto Soccorso degli “ospedali eccellenti lombardi” gli hanno diagnosticato un raffredore dopo aver lamentato dolori al petto. Alla terza volta in 24 ore in Pronto Soccorso, dopo altretante insistenti ricette di esami urgenti del dott. Leone, si sono decisi di fare il test della bicicletta. Dopo due minuti sulla bici mio padre lo hanno fatto sdraiare in orizzontale, gli hanno detto di non muoversi, neanche per andare in bagno, e lo hanno portato in sala operatoria.

Mio zio altrettanto gli deve la vita per un simile problema.

Dal 2011 al 2018, quando vivevo più in Albania che in Italia, l’ho chiamato diverse volte. Una di queste per un problema del figlio di un mio amico che si trovava in una situazione disperata. Ha sempre risposto, puntualmente. Conoscendo di fama la situazione degli ospedali in Albania, ha addirittura chiesto la cartella clinica, si è consultato con specialisti che conosceva, e, dopo aver suggerito e aiutato nel procurare altri medicinali e una cura migliore, è riuscito ad alleviare il dolore immenso di una situazione che faceva impressione solo a guardare da fuori. E lo ha fatto gratuitamente.

Ultimamente vivo più in Finlandia che in Italia. Quì non esiste il medico di base. Esistono ospedali e poliambulatori, pubblici. Di solito per qualsiasi cosa ti ricevono infermieri/e. Il dottore, solo tramite appuntamento. Puoi avere anche assicurazioni speciali, di solito offerte dal datore di lavoro, ed essere seguito in centri privati. Lì magari il dottore c’è e subito. Però può capitare, per fare un esempio concreto, che per una mancanza proteica, che non si risolve assumendo integratori per mesi, ti consiglino un piccolo e semplicissimo intervento chirurgico. Poi capita che ti viene in mente il dott. Leone, il quale, a metà febbraio di quest’anno, ti consiglia, “prima di fare qulasiasi intervento, ricontrolla[re] gli esami del sangue e guarda[re] se non hai semplicemente un infezione da qualche parte nello stomaco o ulcera che ti causa perdita di sangue”. Poi capita che gli esami confermino che il medico di famiglia, quello italiano, aveva ragione e non ti serve nessun intervento. Basta solo una cura di antibiotici, che gli stessi dottori che ti hanno consigliato l’intervento, sbalorditi per non averci pensato, ti prescrivono. Capita poi che a te la fiducia nel sistema sanitario finlandese ti cala un po’ e chiedi ancora al dott. Leone il 20 marzo se magari non sono troppi questi antibiotici e non ci sia qualche cosa di più appropriato. Poi, quando la risposta stranamente tarda più di 24 ore, scopri su facebook che il dott. Leone in 22 marzo è morto per la COVID19. Scopri che, come sempre, seguiva ancora i suoi pazienti anziani nelle loro case. Forse, in mancanza di protezioni adeguate, lì, in una di quelle case, ha preso il virus, come dice il presidente sindacale del ordine, del quale dott. Leone era il vice (link).

Ripeto, e voglio sottolinearlo, non conoscevo bene quest’uomo. Inoltre, avendo qualche nozione di teatro, non voglio scrivere questa storia come una tragedia con un eroe, perché mi uscirebbe comunque, al massimo, un sciacquato dramma borghese o peggio ancora. In questi tempi le nostre coordinate geopolitiche occidentali, non offrono e non stimolano altro. Le tragedie sono altrove. Però una cosa è certa, non ho amici o familiari che abbiano fatto foss’anche solo la metà di quello che ha fatto lui per me e per i miei familiari.

A quanto ne so e leggo ultimamente sui giornali e social media non sono l’unico ad avere avuto così tanto da lui. E continuava fino all’ultimo a fare il suo, allo stesso modo, e lo posso dimostrare io, così come quelli che lo hanno visto a dare consigli ad altri pazienti all’ospedale dov’era ricoverato.

Forse non sapeva fare altrimenti. Forse non voleva fare altrimenti. O forse è la professione che richiede certe qualità. Ma, allora, quanti ci sono come lui, a lavorare nei ospedali e altre strutture sanitarie della Lombardia, oggi? Spero abbastanza. Spero abbiano miglior fortuna. Ed è questo che suona tragico ed eroico, nonostante il contesto non meriti questi termini. Ed è questa la perdita imponderabile non solo umana, ma etica, professionale, della quale fino ad oggi i cittadini di Bergamo, Lombardia e d’Italia beneficiavano gratuitamente perchè era normalità, ma che stanno perdendo e continueranno a perdere, forse per sempre. Adesso che il vagone sembra sganciato dal treno, come l’Impero Asburgico di Musil, forse si vedrà per bene l’illusione e si capirà per bene la perdita. Non tornerà indietro, ma c’è da sperare che si capirà. Altrimenti le vere tragedie busseranno alla porta e si dovranno trovare o inventare eroi adeguati, anche perchè le immagini che ci offre la quotidianità non presagiscono niente di buono: reclusione forzata, libertà solo per andare al lavoro, crematori che faticano a smaltire corpi … tutto in una cornice democratica. Sembra un film già visto diventato normalità.

Lini një Përgjigje

Plotësoni më poshtë të dhënat tuaja ose klikoni mbi një nga ikonat për hyrje:

Stema e WordPress.com-it

Po komentoni duke përdorur llogarinë tuaj WordPress.com. Dilni /  Ndryshoje )

Foto Google

Po komentoni duke përdorur llogarinë tuaj Google. Dilni /  Ndryshoje )

Foto Twitter-i

Po komentoni duke përdorur llogarinë tuaj Twitter. Dilni /  Ndryshoje )

Foto Facebook-u

Po komentoni duke përdorur llogarinë tuaj Facebook. Dilni /  Ndryshoje )

Po lidhet me %s